Perché Xepel
Xepel, o nella grafia corretta Csepel, è un’isola in mezzo al Danubio poco fuori Budapest. Pochissimi turisti la visitano, dato che è “solo” un enorme quartiere operaio. A chi conosce la storia ungherese però, questo nome indica qualcosa. Csepel fu infatti il centro della rivoluzione del 1956, la più grande insurrezione contro lo stalinismo mai avvenuta.
Il ventesimo secolo ha visto decine di rivoluzioni, da quelle russe del 1905 e del 1917 all’ondata rivoluzionaria che ne seguì e che coinvolse tutta Europa, dalla rivoluzione portoghese del ’74 a quella iraniana del ’78, per finire con l’insurrezione albanese e indonesiana di fine secolo e con le rivoluzioni in Sud America.
Tutte queste rivoluzioni meritano di essere studiate con attenzione da chi è interessato a capire il nostro tempo, il passato e soprattutto il futuro di questa epoca.
Ma abbiamo scelto la rivoluzione ungherese, e dunque Csepel, perché è forse la rivoluzione più calunniata della storia. Basti dire che ancora oggi, la maggior parte degli storici sostiene che si trattò di una rivoluzione anticomunista.
Gli operai di Csepel non se lo meritano. Sono insorti a mani nude contro i carri armati stalinisti per rovesciare un regime che del comunismo costituiva una oscena deformazione storica, per imporre una vera società socialista. E dopo che i cannoni della burocrazia sovietica li hanno seppeliti nella famosa zona 300 del cimitero di Budapest gli storici borghesi vorrebbero seppellirne il ricordo sotto una montagna di calunnie.
Dedichiamo questo sito a loro e a tutti gli altri proletari insorti negli ultimi 300 anni. Dallo studio di queste battaglie e della teoria che ne costituisce la sintesi scientifica, il marxismo, derivano gli scritti che troverete in questo sito. Qualsiasi commento, critica e suggerimento sarà benvenuto.


